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Studio Swiss Re

Rallentamento in vista per gli assicuratori, ma l’inflazione accelera

Di fronte a un contesto geopolitico e macroeconomico instabile, gli assicuratori rischiano di vedere diminuire i propri ricavi quest’anno e il prossimo, mentre dovranno far fronte a un’accelerazione dell’inflazione che graverà sul costo dei risarcimenti.

Jérôme Jean Haegeli
Jérôme Haegeli, capo economista del gruppo Swiss Re. Swiss Re

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Quest’anno, la crescita reale dei premi nel ramo vita e nel ramo danni dovrebbe rallentare all’1,3%, per poi riprendere slancio e raggiungere l’1,6% nel 2027. Si tratta di una netta frenata rispetto al +3,9% registrato dal settore nel 2025, come hanno precisato gli economisti dello Swiss Re Institute nel loro studio Sigma pubblicato mercoledì.
Successivamente, il settore dovrebbe tornare alla sua tendenza a lungo termine intorno al 2%.
Secondo gli esperti del riassicuratore, tale rallentamento sarà tuttavia asimmetrico. Mentre i premi reali nel ramo danni dovrebbero rallentare allo 0,6% nel 2026 a causa della concorrenza nel settore e del rallentamento economico, il ramo vita potrebbe registrare tassi di crescita reali del 2,3% grazie a rendimenti più elevati.
«Dietro questo rallentamento si nasconde una trasformazione strutturale: il mondo sta diventando più vulnerabile agli shock e più diviso. In questo contesto, la protezione acquista maggiore valore, anche se la frammentazione rende più difficile la mutualizzazione dei rischi», hanno spiegato gli specialisti.
L'inflazione rappresenta un ulteriore problema per gli assicuratori e i loro clienti, anche se i prezzi sembrano tornare alla normalità dopo la parziale riapertura dello Stretto di Ormuz. Gli economisti dello Swiss Re Institute prevedono infatti un'inflazione media globale del 4% quest'anno, ovvero 1 punto percentuale in più rispetto alle previsioni precedenti all'inizio della guerra in Medio Oriente. L’accelerazione dei prezzi dovrebbe poi moderarsi al 3,3% nel 2027.

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«L’ultimo conflitto in Medio Oriente non è uno shock puntuale, ma, alla luce dei quattro shock di offerta verificatisi in sei anni, un ulteriore segnale che i rischi geopolitici sono diventati una caratteristica strutturale dell’economia mondiale», ha precisato Jérôme Haegeli, capo economista del gruppo Swiss Re, durante una conferenza stampa online.

Investimenti significativi a rischio

L’aumento dei prezzi al consumo dovrebbe ripercuotersi principalmente sul settore assicurativo non vita attraverso i costi dei risarcimenti, in particolare per i ricambi automobilistici o i materiali da costruzione.
Ciononostante, la redditività dovrebbe rimanere elevata, con un rendimento del capitale proprio (ROE) all’11,4% nel 2026 e al 7,7% nel 2028, dopo aver toccato un picco del 14% lo scorso anno.
Gli esperti avvertono che i rischi rimarranno elevati e, di conseguenza, anche il fabbisogno assicurativo.
«L’economia mondiale sta entrando in un ciclo di spesa significativa, caratterizzato da nuovi ingenti investimenti in beni assicurabili, in particolare centri dati, infrastrutture energetiche e industria manifatturiera all’avanguardia. Questi beni presentano profili di rischio complessi e sono spesso concentrati in regioni esposte a rischi naturali». (awp/hzi/ps)

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