Nemmeno una soglia di attivazione rende lโimpegno eventuale affidabile
La Commissione per l'ambiente del Consiglio nazionale ha approvato con una maggioranza risicata il progetto di legge sul finanziamento dei danni causati agli edifici in caso di terremoto. L'Associazione svizzera degli assicuratori (ASA) lo respinge nonostante la precisazione apportata alla soglia dell'evento e raccomanda di non entrare nel merito.
Eduard Held, direttore del pool danni della natura e responsabile riassicurazione presso lโASA. SVV
Una soglia di attivazione espressa in termini monetari non rende affatto piรน affidabile lโimpegno eventuale in caso di terremoti: resta un obbligo di pagamento statale a posteriori, che non offre una prestazione garantita a copertura del danno individuale, indebolisce le soluzioni assicurative private e fa ricadere i rischi perlopiรน sulla popolazione e sullโeconomia svizzere. Pertanto, lโASA raccomanda ancora al plenum del Consiglio nazionale di non entrare in materia.
Il danno complessivo stimato sulla base di modelli crea incertezza
I rischi sismici sono assicurabili e possono essere diversificati attraverso i mercati riassicurativi internazionali. Unโassicurazione privata contro i terremoti offre una protezione preventiva sulla base di un contratto: giร prima che si verifichi un evento le proprietarie e i proprietari sanno quali prestazioni riceveranno in caso di danno. Lโimpegno eventuale elimina in larga misura questa logica sostituendola con una tassa applicata a posteriori dallo Stato.
Anche la discussione su una soglia di attivazione da definire giร oggi, che in ogni caso dovrebbe essere stabilita al piรน tardi a livello legislativo, non cambia la situazione. Anzi, il dibattito su quando attivare lโimpegno eventuale mette in evidenza la fondamentale fragilitร del sistema prospettato. Lโattivazione dellโimpegno eventuale dipenderebbe da un danno complessivo stimato sulla base di modelli, e non dai danni individuali effettivamente subiti. Questo genere di stime spesso si discosta considerevolmente dal danno effettivamente accertato in un secondo momento. Ad esempio, dopo il grave terremoto che ha colpito la Turchia nel 2023, il danno effettivo sul mercato era piรน del doppio rispetto alla stima iniziale. Per mesi, quindi, non ci sarebbe nemmeno la certezza dellโapplicazione dellโimpegno eventuale.
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Particolarmente problematica รจ la mancanza di un nesso tra il danno individuale e lโattivazione dellโimpegno eventuale. Se la soglia non viene raggiunta, pure le proprietarie e i proprietari che hanno subito un danno totale non riceverebbero alcuna prestazione. Al contempo, influirebbe sullโattivazione la densitร degli insediamenti: danni comparabili attiverebbero lโimpegno eventuale piรน facilmente nelle cittร densamente popolate che nelle zone con una minore densitร demografica, comportando uno svantaggio per le regioni di montagna e quelle periferiche.
Anche il finanziamento solleva degli interrogativi: il fatto che lโintera popolazione, inclusi gli inquilini e le inquiline, debba sostenere i costi di funzionamento di un sistema a ripartizione tra proprietari รจ socialmente discutibile. Inoltre, i costi di gestione non sono stati valutati e potrebbero essere nettamente superiori rispetto ai soli costi necessari per modificare milioni di iscrizioni e gravami nei registri fondiari.
Rischio sismico: un mercato assicurativo che funziona
Da anni, la diffusione delle assicurazioni private contro i terremoti รจ in netto aumento. Lโimpegno eventuale non รจ dunque solo superfluo, ma potrebbe frenare o addirittura invertire questa evoluzione, perchรฉ suggerisce che, in caso di emergenza, lo Stato metterebbe a disposizione una soluzione: ciรฒ indebolirebbe le coperture assicurative private. I rischi che oggi possono essere ampiamente diversificati a livello internazionale attraverso le riassicurazioni dovrebbero invece essere sostenuti quasi interamente dalla popolazione svizzera.
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Una tassa speciale applicata a posteriori inoltre aggraverebbe le crisi: sottrarrebbe risorse a economie domestiche e imprese proprio nel momento in cui queste sarebbero necessarie per la ricostruzione e la stabilizzazione. A ciรฒ si aggiungerebbero costi amministrativi e transazionali, nonchรฉ responsabilitร non ancora chiarite. La protezione contro i terremoti dovrebbe pertanto essere rafforzata con soluzioni preventive, private e riassicurabili.
Due sistemi incompatibili
Con lโimpegno eventuale si troverebbero a coesistere due sistemi difficilmente conciliabili: da un lato, unโassicurazione volontaria e privata con prestazioni definite contrattualmente; dallโaltro, una tassa obbligatoria di natura statale. I due sistemi si differenziano per quanto riguarda le cause dei sinistri, le franchigie, gli incentivi alla prevenzione, il finanziamento, la logica delle prestazioni e la gestione. Ne risulterebbero delle lacune, delle sovrapposizioni e dei costi aggiuntivi, anzichรฉ unโintegrazione coerente del mercato esistente.
ยซAnche con una soglia di attivazione, lโimpegno eventuale rischia di creare incertezze piuttosto che offrire una soluzione praticabile: sembra garantire una protezione, ma non assicura alle persone colpite una prestazione individuale chiara. La vera prevenzione inizia prima dellโevento, mediante una copertura assicurativaยป, afferma Eduard Held, direttore del pool danni della natura e responsabile riassicurazione presso lโASA. (cs/hzi/ps)