Abo
Rischi informatici

Gli attacchi informatici: nuove sfide per il settore assicurativo

Tra aziende poco o male assicurate e contratti assicurativi che non rispondono più alle sfide odierne, l’attacco informatico che ha colpito gli impianti di refrigerazione dei supermercati in Francia mette in luce le enormi sfide che questa nuova forma di criminalità rappresenta per il mondo economico.

«Questo attacco informatico ha messo in luce una lacuna in alcuni contratti assicurativi che non coprono questo tipo di incidente»: Thierry Cotillard, amministratore delegato del gruppo Mousquetaires/Intermarché.
«Questo attacco informatico ha messo in luce una lacuna in alcuni contratti assicurativi che non coprono questo tipo di incidente»: Thierry Cotillard, amministratore delegato del gruppo Mousquetaires/Intermarché. Groupement Mousquetaires

Werbung

Verificatosi nella notte tra domenica e lunedì, questo attacco informatico ha costretto i distributori francesi a gettare via tutti gli alimenti presenti negli impianti di refrigerazione colpiti. Sono coinvolti diverse centinaia di punti vendita Intermarché/Netto, Coopérative U, E.Leclerc, Carrefour e Monoprix.
Questo attacco informatico ha messo in luce una lacuna in alcuni contratti assicurativi che «non coprono questo tipo» di incidente, secondo il direttore del gruppo Mousquetaires/Intermarché, Thierry Cotillard.
«Storicamente, i contratti di assicurazione contro i rischi informatici coprono i costi e le conseguenze finanziarie derivanti da un incidente informatico. I danni materiali e le perdite che interessano i beni fisici non rientrano generalmente nella copertura tradizionale delle garanzie contro i rischi informatici», spiega Emma Pleut, responsabile Cyber France del broker WTW.
In alcuni casi, il contratto può coprire questo tipo di danno, ma «ciò dipenderà da una negoziazione specifica», precisa François Beaume, presidente dell’Associazione per la gestione dei rischi e delle assicurazioni aziendali (Amrae).
A suo avviso, al di là del lavoro di prevenzione all’interno delle aziende, questa nuova forma di attacco deve spingere queste ultime ad «adattare il proprio schema assicurativo» per eventualmente «aggiungere delle garanzie».

Partner-Inhalte

«Questa zona grigia dei danni fisici conseguenti a un evento informatico non è presa in considerazione in modo adeguato», sottolinea.
Si assiste alla comparsa di contratti specifici per i «danni informatici» presso alcuni assicuratori e broker solo da uno o due anni, osserva.
Infatti, il rischio di attacchi informatici non si limita più ai soli sistemi informatici delle aziende: «si estende ormai all’intero ecosistema digitale, inclusi partner, fornitori e prestatori di servizi», sottolinea Emma Pleut.
«Le conseguenze operative di questa minaccia potrebbero essere ancora sottovalutate», osserva.
Questioni di responsabilità
Per quanto riguarda l’attacco informatico ai sistemi di refrigerazione, prima di eventuali interventi a copertura dei danni, gli assicuratori valuteranno innanzitutto le rispettive responsabilità tra installatori di impianti di refrigerazione, distributori e produttori degli apparecchi presi di mira, tra cui la danese Danfoss ma anche, in particolare, l’americana Copeland.
Questo incidente «richiederà un’analisi approfondita delle circostanze (...) nonché delle garanzie che potrebbero essere mobilitate», afferma Laura Darroman, direttrice del settore indennizzi informatici presso WTW. «Al di là dei danni diretti, le eventuali questioni relative alla responsabilità dovrebbero assumere rapidamente un ruolo importante nelle discussioni».

Werbung

Secondo i dati dell’Associazione per la gestione dei rischi e delle assicurazioni aziendali (Amrae), nel 2025 le aziende francesi hanno speso solo 306 milioni di euro in premi assicurativi per il rischio informatico, mentre, secondo i dati della federazione France Assureurs, nello stesso anno hanno sborsato complessivamente 9,5 miliardi di euro in assicurazioni.
Il mercato della spesa assicurativa per la sicurezza informatica «rimane modesto rispetto all’entità dell’esposizione», osserva il presidente dell’Amrae, François Beaume.
È piuttosto «trainato dalle grandi imprese»: le imprese di medie dimensioni, invece, investono poco in questo tipo di assicurazioni (il tasso di penetrazione «è piuttosto basso»). E numerose imprese, in particolare tra le PMI, continuano a non ritenere necessario stipulare una copertura assicurativa per i danni causati dagli attacchi informatici.
Le mentalità si stanno evolvendo lentamente in questo ambito. Il rischio di attacchi informatici è stato «un po’ sottovalutato» nel «mondo delle imprese e delle amministrazioni», ha lamentato la scorsa settimana il generale André Petillot, maggiore generale della gendarmeria.
In tutto il mondo, nel 2024 le aziende hanno speso 14,2 miliardi di dollari in assicurazioni contro i rischi informatici, secondo l’agenzia di consulenza IMARC.

Werbung

Ma Stefan Golling, direttore generale della divisione non vita del riassicuratore Munich Re, ha espresso una chiara constatazione a settembre: «Dobbiamo riconoscere che la crescita [del settore assicurativo] nel campo della sicurezza informatica ha subito un rallentamento negli ultimi 24, forse 36 mesi».
A suo avviso, gli assicuratori sono in un certo senso «il sistema immunitario» dei clienti ed è loro «responsabilità» convincerli ad adottare le misure necessarie per proteggersi, stipulando polizze assicurative contro i rischi informatici. (awp/hzi/ps)

Werbung