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Studio Sigma

Assicurazioni: i data center potrebbero generare miliardi di premi

L’economia mondiale è entrata in un nuovo ciclo di investimenti che sta ridefinendo la domanda nel settore assicurativo. Secondo uno studio dello Swiss Re Institute, gli assicuratori vedono nuove opportunità soprattutto nello sviluppo dei data center e delle energie rinnovabili.

Secondo lo studio Sigma, la costruzione e la gestione di centri dati dedicati all’IA dovrebbero generare, entro il 2030, ricavi cumulativi derivanti dai premi pari a circa 91 miliardi di dollari.
Secondo lo studio Sigma, la costruzione e la gestione di centri dati dedicati all’IA dovrebbero generare, entro il 2030, ricavi cumulativi derivanti dai premi pari a circa 91 miliardi di dollari. Keystone

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Gli investimenti globali si stanno attualmente allontanando dalle applicazioni digitali e dai beni immateriali per concentrarsi su grandi infrastrutture fisiche, in particolare i sistemi energetici, le reti elettriche, le capacità di stoccaggio tramite batterie, i data center dedicati all’intelligenza artificiale (IA), la produzione di semiconduttori e le attività manifatturiere avanzate, secondo quanto stimato dagli economisti dello Swiss Re Institute nel loro studio Sigma pubblicato sabato.
I temi di investimento variano a seconda delle regioni. Gli Stati Uniti si concentrano sui data center, l’Asia sulla produzione di semiconduttori e l’Europa sulle energie rinnovabili e sulle catene di approvvigionamento industriali.
Per gli assicuratori, questi investimenti rappresentano nuove opportunità. Secondo lo Swiss Re Institute, la costruzione e la gestione di data center dedicati all’intelligenza artificiale potrebbero generare circa 91 miliardi di dollari di premi cumulativi entro il 2030. Gli investimenti nelle energie rinnovabili potrebbero ammontare a circa 111 miliardi di dollari nello stesso periodo.
Le coperture assicurative necessarie durante la fase di costruzione costituiscono la prima ondata di domanda assicurativa, ma l’opportunità più importante e duratura risiede nei rischi operativi che si estenderanno su diversi decenni, si legge nel rapporto.

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Man mano che le nuove infrastrutture entreranno in funzione, gli assicuratori dovranno coprire un numero maggiore di esposizioni di alto valore legate a danni ai beni, perdite operative e responsabilità civile. (awp/hzi/ps)

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