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«Un’assicurazione pandemia deve essere in ampia misura un'opera solidale»

La Confederazione attualmente sta lavorando alacremente a un'assicurazione basata su un pool per futuri eventi pandemici. Ivo Menzinger di Swiss Re sta operando nell'ambito di possibili soluzioni del settore assicurativo. Egli sa quali sono le condizioni quadro necessarie per il successo del progetto.

Daniel Schriber

Ivo Menzinger
«Forti del nostro ruolo, cerchiamo sempre di anticipare i rischi potenziali»: Ivo Menzinger, Head of EMEA & Product Management è responsabile delle Public Sector Solutions presso il riassicuratore Swiss Re. Swiss Re

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Signor Menzinger, il Covid-19 rappresenta una grande sfida per numerose aziende: come si presenta la situazione presso Swiss Re?
Sotto il profilo operativo, la situazione non rappresenta una sfida particolare per noi. Dato che la digitalizzazione è già ad uno stadio avanzato e anche la pianificazione delle emergenze è una prassi acquisita presso di noi, eravamo pronti ad affrontare una situazione straordinaria di questa portata. Abbiamo sempre garantito la nostra continuità operativa poiché gran parte dei nostri dipendenti nel mondo intero ha optato per il telelavoro e, a seconda della regione, continua tuttora a farlo. Ci troviamo nella fortunata posizione in cui i nostri servizi sono ancora richiesti e siamo in grado di offrirli.
Eravate ben preparati. Questo si può spiegare con il fatto che la pandemia non vi ha colti di sorpresa?
Forti del nostro ruolo, cerchiamo sempre di anticipare i rischi potenziali. L’attività quotidiana dei nostri esperti in tutto il mondo consiste nell’identificare i rischi futuri, i cosiddetti rischi emergenti. Se non già dopo gli eventi dell'influenza spagnola all'inizio del 20° secolo, al più tardi dopo lo scoppio della pandemia di SARS a inizio millennio, i nostri esperti sapevano che una situazione simile si sarebbe nuovamente riproposta.

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