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cyber-apprensioni di AXA

Contenuti IA: il 94 per cento della popolazione è favorevole all’obbligo di contrassegno

Una netta maggioranza del 69 per cento della popolazione svizzera è non vede di buon occhio la personalizzazione dei contenuti mediatici in base al comportamento dell’utente.

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Cyber Sicherheit surachat - stock.adobe.com

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La popolazione svizzera è consapevole del fatto che l’intelligenza artificiale rappresenta un rischio in più per i casi di truffa cibernetica, come dimostra il Rapporto sul monitoraggio delle cyber-apprensioni di AXA di quest’anno. La seconda edizione dello studio, condotto in collaborazione con l’istituto di ricerca Sotomo, fornisce un quadro ampio e articolato sulle preoccupazioni percepite dalla popolazione in relazione all’utilizzo dei media digitali. Una netta maggioranza si aspetta che in futuro le truffe basate sull’IA saranno più frequenti e dannose: l’87 per cento prevede un aumento dei casi di truffa cibernetica e il 77 per cento ritiene molto probabile un danno finanziario più elevato per sinistro.
Anche il 61 per cento delle persone intervistate ritiene che la credibilità delle informazioni costituisca una notevole sfida per i contenuti IA (5 su una scala da 1 a 5). Ma anche la trasparenza e la responsabilità nella creazione dei contenuti mediatici (51%), la formazione dell’opinione politica (51%) e la protezione dei dati (48%) costituiscono, secondo la popolazione, delle grandi sfide. «In Internet la diffusione delle contraffazioni non conosce più ostacoli», afferma Katrin Sprenger, responsabile dei Servizi di prevenzione dei cyber-rischi di AXA. «Falsi link, truffe informatiche o manipolazioni mirate di opinioni: oggigiorno, con l’aiuto dell’IA, tutti possono produrre imitazioni realistiche e pubblicare senza alcun controllo.» Una percentuale significativa afferma di avere difficoltà a riconoscere i testi (65%), le immagini (53%) e i contenuti audio (49%) realizzati con l’intelligenza artificiale. «Le tecnologie migliorano costantemente. Imparare a riconoscere i contenuti generati dall’IA non è pertanto di alcuna utilità», prosegue Sprenger. «Prima di fidarci dei contenuti digitali dovremmo sempre verificarne la veridicità.»

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Le responsabilità della Big Tech

Lo studio AXA evidenzia inoltre che una larga maggioranza pari al 94% ritiene che le piattaforme digitali debbano sempre contrassegnare esplicitamente come tali i contenuti generati dall’IA. Gli intervistati ritengono che in generale questo compito dovrebbe spettare ai gestori: il 70 per cento sostiene infatti che Google, Meta & Co. dovrebbero per primi garantire un utilizzo sicuro dei contenuti generati dall’IA sulle piattaforme digitali. «Pertanto si auspica chiaramente l’adozione di apposite misure di regolamentazione digitali. Tuttavia gran parte della popolazione ritiene che la loro attuazione non sia di esclusiva competenza dello Stato, ma anche delle grandi aziende che dovrebbero consentire un utilizzo sicuro delle loro piattaforme», afferma Michael Hermann, responsabile di Sotomo. «L’idea di una gestione autoresponsabile delle piattaforme digitali è stata ormai abbandonata.»
I contenuti IA, apparentemente autentici, si contrappongono a immagini e video evidentemente generati dall’IA, il cosiddetto «AI-slop», contenuti di scarsa qualità particolarmente criticati dalla popolazione svizzera: il 60% non ritiene affatto interessante questo materiale. Solo un quarto è dell’opinione che i contenuti generati dall’IA abbiano reso più accattivanti i social media in generale. Ciononostante in Svizzera si passa molto tempo al computer, più di quanto si vorrebbe. Una buona metà degli intervistati dichiara di voler limitare per sé l’uso dei dispositivi digitali, mentre tra gli adulti sotto i 36 anni la quota sale a due terzi. Considerando tutte le fasce d’età, il 43 per cento è soddisfatto del tempo trascorso allo schermo in privato, solo il 5 per cento vorrebbe aumentarlo. Inoltre oltre due terzi della popolazione afferma di utilizzare spesso il cellulare privato senza un motivo o uno scopo preciso, ma solo per svago o per abitudine. Tra i giovani adulti la quota sale addirittura all’84 per cento.

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Meglio i social media che i media algoritmici

«Molte piattaforme digitali sono appositamente progettate per catturare il più a lungo possibile la nostra attenzione», afferma Katrin Sprenger di AXA. «Un esempio è costituito da algoritmi personalizzati che analizzano il nostro comportamento di utilizzo e pubblicano contenuti in linea con i nostri interessi». Questo modo di procedere, tuttavia, non piace alla popolazione: il 69% disapprova il fatto che i contenuti multimediali siano personalizzati in base al comportamento dell’utente. Soprattutto gli ultracinquantacinquenni (80 per cento) giudicano negativamente questo dato. A tal proposito Michael Hermann ha rilevato che anche all’interno dei partiti politici questo sia diventato un tema di grande attualità: «Il dibattito sulla regolamentazione delle piattaforme digitali si è esteso: L’attenzione non è più solo rivolta ai contenuti diffusi ma, anche e sempre più spesso, al design e ai meccanismi algoritmici. Questo slittamento è percepibile anche nel dibattito politico in Svizzera: diversi partiti hanno infatti già chiesto l’adozione di misure volte a migliorare il funzionamento di queste piattaforme.»

A scapito dell’umore

Dopo esserci dedicati nel tempo libero alle nostre attività, dovremmo sentirci bene, o almeno così dovrebbe essere. Tuttavia, l’utilizzo dei social media influisce spesso negativamente sullo stato d’animo, come evidenzia anche il Rapporto sul monitoraggio delle cyber-apprensioni di AXA. Dopo aver utilizzato i social media la metà delle persone afferma di sentirsi altrettanto male quanto bene. Un terzo si sente più spesso bene, un quinto più male. La situazione è leggermente diversa dopo lo streaming di contenuti audio, come musica o podcast. In questi casi , quattro persone su cinque sostengono di sentirsi più bene che male. Dopo la comunicazione digitale, i video streaming, lo shopping online o i videogiochi, almeno una buona metà delle persone intervistate si sente spesso o quasi sempre bene. (pd/hzi/pg)

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