«Il lavoro virtuale richiede un ampliamento delle competenze gestionali»
Qual è, a suo parere, la maggior differenza da lei riscontrata in qualità di CEO nella sua compagnia fra l’anno in corso e il 2019?
Patrick Frost: Ad esempio il fatto che molti dei contatti diretti interpersonali si sono poi dovuti svolgere in ambiente virtuale. Swiss Life è riuscita in questa impresa senza particolari problemi, coinvolgendo anche i clienti e questo è per me motivo di grande soddisfazione.
Secondo lei quali aspetti del ruolo dirigenziale si sono semplificati e cos’è che invece è diventato più difficile?
Frost: Non credo che gli sviluppi di quest’anno abbiano semplificato in qualche modo il ruolo dirigenziale. Al contrario, il collegamento fra lavoro virtuale e quello in presenza richiede un ampliamento delle competenze gestionali. Fiducia, chiarezza, orientamento agli obiettivi, motivazione, apprezzamento: in un mondo del lavoro ibrido, questo elenco non esaustivo di tematiche dirigenziali implica per tutti i quadri dirigenti l’adempimento di compiti maggiori e ancora più importanti.
Qual è «l’insegnamento» a breve termine che trae da questa situazione?
Frost: Lo scambio interpersonale diretto non è più un’ovvietà e a maggior ragione ne riconosciamo l’importanza per la nostra società.
E quali sono le conoscenze a lungo termine maturate in base alle esperienze degli ultimi mesi (da marzo 2020)?
Frost: Il futuro appartiene a chiunque riesca, nonostante le infinite possibilità tecnologiche e anche grazie ad esse, a convincere la clientela con un approccio umano, offrendole da pari a pari soluzioni e prodotti.